Aysha “DANZANDO INCONTRO AL DESTINO”

Claudia in arte Aysha
Un’ insegnante e ballerina di danza orientale italo tunisina  da 23 anni affetta da melanoma.
La sua storia: “Eccomi qua!! Il caso dichiarato dalla medicina ufficiale disperato! Praticamente morta!! Ma visto che io la vita l’ho sempre affrontata danzando ho pensato che a 36 anni non sarei uscita di scena da ballerina di fila, ma da protagonista!!
Diagnosi: melanoma metastatico al 4 stadio Primario 12.1995 4 clark
IN 16 ANNI MAI VISTO UN ONCOLOGO, SOLO VISITA NEI, ECO ASCELLARE, EPATICA
PRIMA metastasi 11.2011 Svuotamento ascellare 3 linfonodi su 21 presi e fuori capsula.
Negativa al vaccino 2012 inizio interferone e radio

Dopo pochi mesi mi auto sospendo interferone: stavo morendo di ipotermia
Agosto 2013 mi opero al fianco: metastasi linfonodale di nuovo radio.
Febbraio 2014 di nuovo svuotamento ascellare! Di nuovo radio
Febbraio 2015: metastasi polmonare! Da questo intervento in me tutto cambia, il dolore provato per il post operatorio è stato devastante.
Pensieri che ancora non ho elaborato. dell’operazione Non ne ho parlato a nessuno, solo a pochi amici intimi. Non riuscire a respirare, ad alzarmi, la morfina, l’ossigeno, il vedermi per la prima volta allo specchio completamente malata per me era inaccettabile ! Esco da li e voglio la svolta!! La pretendo!!
Comincio a studiare ad informarmi non voglio arrendermi!
Comincio a fare un fai da te deleterio per me affidandomi al web ( grandissimo errore)!! TAC agosto 2015: solo un linfonodo reattivo ,il primario radiologia dell’ifo ripete tac il 15 settembre : pulita solo il piccolo linfonodo
L’oncologa la dottoressa Ferraresi,non si fida della TAC e chiede la PET per capire la natura del linfonodo….dopo 21 giorni ,il 7 ottobre il disastro!!!!
E’ anche lei un’oncologa illuminata che e’ sempre andata a fondo nella mia storia clinica salvandomi la vita!
Pet di ottobre 2015:
Zone interessate: ilo epatico ( con vena cava presa), ilo aortico ( con vena aortica presa), pleure , tutto l’emitorace, sede peribronchiale e paravertebrale!! ah il linfonodo reattivo non era metastasi Metastasi di cui 9 dai 3 ai 7 cm Con suv fino a 45! Praticamente terminale !
Tutto cio’ che avevo studiato da sola vacilla: mi serve un luminare!!
Corro dal professor Carlo Pastore e trovo un angelo. Scienza e coscienza e soprattutto conoscenza!!
Il medico!! Il dottore !! L’oncologo! Mi ha accolta abbracciandomi.
Gli ho sussurrato all’orecchio: moriro’? E lui sorridendo .. Faremo di tutto affinché non accada!! Ad ottobre ho cominciato integrazione da lui studiata per me.
La mia oncologa dell’ospedale non mi ha mai ostacolato sull’integrazione conoscendo Pastore e la sua serieta’.
A novembre comincio il primo farmaco monoclonale ( il mio melanoma non ha mutazioni):
IPILIMUMAB e ipertemia convenzionata.
A marzo ozonoterapia
Alla Pet del 2 marzo 2016 tutto fermo ma metastasi ingrandite, forse per effetto dell’Ipi, ma non essendoci regressione. Si cambia monoclonale: Arriva il NIVOLUMAB
Il farmaco che devo sperare faro’ a vita!!
Aumento integratori e ozonoterapia, faccio 30 ipertermie da Pastore Ad oggi 21 integratori+ interlukina omeopatica + un farmaco che da potenza al Nivolumab. Alimentazione da 4 anni sotto controllo, glicemia sotto gli 80..carni, formaggi e farine bianche abolite. PET di luglio e del 24 ottobre 2016: e’ rimasta solo una piccola traccia della metastasi all’ilo epatico!! Maggio 2017 mi reco ad Empoli per trattarla con la radioterapia stereotassica presso Ecomedica dal Dottor Fanelli e Casamassima. PET di novembre 2017: sparito tutto!!
PET marzo 2018: remissione totale!
PET luglio 2018 il farmaco continua la sua azione: pet negativa!! 
Da giugno 2018 comincero’ il Nivolumab a dose unica una volta al mese! Ho vinto una battaglia..
Ora Affilo i coltelli per vincere la guerra.. Lo devo alle persone che ho perso durante il cammino comune..TANTE TROPPE!!! E usciro’ di scena con una piroette!!!!”

Pamela: “FATTORE K COME KAKKA”

Un’antica storia popolare cinese  racconta di un vecchio contadino al quale una mattina fuggì il cavallo che adoperava nel lavoro dei campi. Alla notizia i vicini di casa si recarono subito dal contadino per manifestargli la loro vicinanza in questo momento di grande sfortuna per lui. “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo?!”, si limitò a dir loro il vecchio contadino. Il giorno seguente, infatti, il cavallo fuggito fece ritorno alla stalla; aveva trascorso la notte sulla montagna e, tornando a valle, era stato seguito da una mandria di cavalli selvatici.

Quando i vicini vennero a saperlo, subito corsero dal vecchio per congratularsi con lui della straordinaria fortuna che gli era capitata! “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo?!”, sentenziò nuovamente il contadino.  Fu così che quello stesso giorno il figlio del contadino decise di cavalcare il più forte dei cavalli selvaggi, per ammaestrarlo e utilizzarlo nel lavoro nei campi. Ma mentre tentava di domarlo, il cavallo selvaggio lo disarcionò, facendo cadere violentemente a terra il figlio del contadino che si ruppe una gamba. Ancora una volta la gente del villaggio non esitò nel correre a casa del contadino per piangere insieme a lui l’evidente disgrazia che su di lui si era abbattuta.

Ma ancora una volta il vecchio non si scompose più di tanto e si limitò a sentenziare: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo?!”Avvenne infatti che in Cina scoppiò una terribile guerra e che i capi dell’esercito, che viaggiavano di villaggio in villaggio per reclutare soldati, vedendo il figlio del contadino con una gamba rotta non si fermarono e passarono oltre.”

 Ci approcciamo alla vita incentrati sull’idea “della fortuna cieca e della sfiga che invece ci vede benissimo!“ o ancora peggio confondendo responsabilità con merito. Se le cose non vanno bene scomodiamo la colpa, il peccato, l’essere indegni per qualche motivo naturalmente sconosciuto ( Karma? colpe transgenerazionali?)…

Passiamo tre quarti della nostra esistenza a cercare spiegazioni:  leggi di causa ed effetto che ahimè, qualora esistessero, certo non migliorerebbero il nostro benessere mentale.

Perché quando la –K- (ribattezziamola  KAKKA) colpisce hai voglia a trasformarla nel fattore -Q- !!! Noi psicologi alle volte siamo degli ipocriti e io non mi pagherei una seduta per sentirmi dire di “Vedere il bicchiere mezzo pieno” e mi viene veramente voglia di urlare contro i colleghi che danno spiegazioni collegando stati mentali alle disgrazie altrui.

Dove sta l’aiuto? In che modo posso essere utile alle persone? Questa è la mia questione.

Andare incontro al dolore.

Incontro Libel, per me donna più sana, equilibrata, forte, radicata, consapevole, e chi più ne ha più ne metta, che abbia conosciuto negli ultimi tempi.

La conosco, nasce un’amicizia, lei mi sta vicino, la sento mentore.

Mi accorgo che non sta bene, ma ovviamente non è niente è impossibile che LEI, LIBEL, SEVA abbia qualcosa di grave….

Eppure la KAKKA accade ed io mi ritrovo improvvisamente nel dolore, in un altro dolore, che la vita mi sta dando. E nella mia mente parte il famoso perché….perchè … perché LEI, perché un’ amica… accidenti, che sfortuna!!! E la coscienza inizia ad essere oppositiva inizia ad elencare tutti i NO, i NON, gli AVREI… mi sento  e invento colpe…Inizio addirittura a pensare che questa notizia sia il preludio di qualcos’altro che poi debba  essere per forza bello.

Andare incontro al DOLORE.

IL DOLORE FA MALE, IL DOLORE FA DELIRARE il DOLORE è uno SCHIFO che non vuoi per te e i tuoi cari.

Se io sto così, LEI? LEI starà male a modo suo…. Perché ogni dolore elicita la storia singolare, e solo LIBEL è nella sua-

ANDARE INCONTRO AL DOLORE-

Fortuna, sfortuna sento che non posso essere ipocrita e decido che non è tempo di spiegare o di dare una pacca sulla spalla.

Penso “all’ essere UTILE”, a chiederle “Come va?”, penso di ascoltare il suo racconti, cerco di essere disponibile in piccoli stupidi e quotidiani gesti.

Cerco dI stare senza far finta di essere diversa da come solo. Vado incontro al suo “KAKKA”, al suo dolore senza nessuna filosofia o missione speciale- Non ho niente da insegnare, ma non mi voglio nascondere.

La mia questione: essere utile

Care Libel e Vally, fattori K.

Lanciatemi una provocazione sull’essere utile !