Elide “OLTRE L’INVERNO: LA RINASCITA DOPO LA MALATTIA”

Concludiamo il 2018 di Fattore K con un post intenso e ricco, perchè la malattia ha anche un lato propositivo e di  riflessione. Buona lettura!

Sarà perché è una giornata di vento freddo e dal mio quinto piano si vedono limpide le cime. Sarà che la fine dell’anno si avvicina, con i bilanci ed i buoni propositi. 

Un anno difficile, a livello personale e collettivo. Una specie di lungo inverno, in cui ci si ritira, si vive ripiegati su se stessi per proteggersi dal gelo. Ci si racchiude risparmiando le energie per le funzioni vitali e ci si nasconde un po’. Come gli animali, come i semi. 

Ecco, è ciò che è accaduto a me con la malattia ma è ciò che accade a ciascuno in questi tempi bui. 
Proteggersi da ciò che non si riesce più a capire, da ciò che fa male perché mette in crisi i valori con i quali siamo cresciuti e ai quali abbiamo informato la nostra vita può però portare a costruire barriere verso gli altri e all’indifferenza verso il Reale. Mi sembra che sia ormai diffusa una sorta di sovrastima dell’individualismo. Dell’egoismo. Se riesci a fare da solo e se riesci a mettere al primo posto te stesso o il profitto sei bravo. Prima di tutto, davvero.
Un esempio banale (lo racconto perché è esperienza diretta, non perché sia importante più di altri milioni di esempi): il 3 dicembre sono rientrata al lavoro dopo 10 mesi di malattia e cura per un tumore al seno. Così come sono stata accolta da cari colleghi sinceramente emozionati, ho incontrato pure tante persone che si credono fighe e che non hanno avuto nemmeno il tempo di salutarmi perché troppo occupate con scadenze e scartoffie e registri. Davvero, magari erano contente che ci rivedessimo dopo tanto tempo, ma dopo tanto tempo, non avevano IL TEMPO per fermarsi dieci minuti. Tesori miei, così non siamo splendide ma alienate.

Questo sarebbe oggi il lavoro? Parlerei piuttosto di produzione. Ormai sembra che si identifichi il lavoro con la produzione. Non è la stessa cosa. Il lavoro non significa sacrificare la propria umanità ma al contrario nobilitarla. 
Cosi come il business non è Economia. Economia significa “gestione della casa” non profitto a tutti i costi. Ci sono dei costi che non sono sostenibili: cioè, il gioco non vale la candela. 

Abbiamo perso il senso della Comunità. Ci vogliono far perdere il senso della Comunità, ci vogliono mettere paura, ci vogliono individui soli, monadi in una jungla metropolitana perché così siamo tutti deboli. Invece possiamo contrastare questa tendenza ormai globale. Possiamo fare Comunità. Possiamo pensare in modo diverso: questo pensiero unico è noioso, snervante, antiestetico. Questa freddezza emotiva è una palla, ragazzi. Non si è fighi quando si è freddi. Si è solo isolati. Non raccontatevi palle: tutti abbiamo bisogno di passioni, di innamoramenti, di storie in cui credere. Nella vita privata come nel lavoro, come nella vita sociale e politica. 

Allora, io mi dico: la chiusura durante il gelo dell’inverno serve a proteggere gli animali,   a far germogliare i semi.

Ecco, nel mio piccolo mondo interiore l’inverno della malattia, delle terapie ha protetto e fatto crescere un seme bello e importante: ho capito tante cose. Anche grazie agli amici veri che ho avuto accanto, che con amorevole passione mi hanno aiutata a capire.

Ed è nato un atteggiamento nuovo, potrei chiamarlo un programma di vita. Ho tante idee per la testa e come mi dice la mia amica Libel Seva, queste idee vanno condivise, bisogna fare rete, bisogna collaborare come hanno fatto lei e Vally con l’esperienza della malattia e con questo loro blog, Fattore K.

Spero che il fisico, che ha sempre arrancato affannosamente dietro le evoluzioni della mente, mi sostenga a dovere perché oltre a ritornare velocemente in sesto voglio mettere in atto un programmino offensivo niente male. Ho intenzione di avvalermi di armi sofisticate e ormai fuori uso, dimenticate, #parolechiave2019: Intelligenza, Cultura, Tradizione, Comunità, Passione, Altruismo, Gratuità, Bellezza.
So che tanti di noi ne hanno nostalgia e necessità. Allora, uniamoci (vi ricordo per caso qualcuno con la barba??). Ognuno nel proprio mondo, nella propria realtà, ma anche in quella comune, può fare molto. È il momento di metterci fantasia, un po’ di ironia e soprattutto di metterci il Cuore

#mettiamocilicuore:  si riparte dalla Condivisione. 

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